Impero di Thera

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Storia politica:

 

Nell'anno di grazia 876 Varene VI, Imperatore di Thernavia, organizzò la conquista della costa Serimoriana di Kymareon. Il settimo giorno del Quinto Mese di quello stesso anno una flotta, sotto il comando del Duca Alderane Baunar, sbarcò alle foci del fiume Thylos dove conquistò la città umana di Gueanre, ora nota come Eraclia Primis.

L'armata proseguì, quindi, spostandosi inarrestabilmente verso nord ovest , risalendo il fiume Thylos sino alle sue sorgenti. Sulle sponde di quel corso d'acqua, il Duca Baunar fondò la sua capitale su Kymareon: la grande città di Thera.

Alla morte di Alderane suo figlio, Felvarian, venne nominato Esarca dei territori Thernaviani sull'isola. A quell'epoca l'Esarcato s'estendeva sino ai margini settentrionali della Foresta degli Alberi Azzurri a ovest ed alla catena montuosa del Jera, ad est. Il nuovo Duca proseguì nella conquista del territorio, annettendo ai propri domini tutta la costa orientale di Issa.

Felvarian morì in circostanze mai chiarite. L'Imperatore Betanar III di Thernavia, figlio di Varene VI, nominò, quale nuovo Esarca, il cugino di secondo grado di Felvarian: Temerial Baunar.

Temerial è conosciuto come il più grande conquistatore nella storia therana: egli, da prima, estese i suoi domini a tutta la catena del Jera e dello Jeracum, costruendo i suoi avamposti di confine lungo la sponda meridionale del fiume Varzel, risalendone poi il corso, sino ad acquisirne anche le sorgenti montane. Dieci anni dopo aver ricevuto il titolo di Esarca, Temerial affermò di aver ricevuto una visione da parte dei Divini Gemelli: Masaka e Korgano; essi gli ordinavano di fondare, sulle antiche coste di Kymareon, una nuova nazione, a loro eterna ed imperitura gloria. Fu così che, il Terzo Giorno del Settimo Mese del 962 dopo l'inabissamento delle terre di Hys, durante una sontuosa cerimonia presso il Tempio Supremo dei Gemelli Celesti a Thera, il Patriarca lo incoronò Primo Imperatore di Thera, col nome di Temerial I Baunar.

Betanar III, in seguito, tentò per ben due volte di riconquistare le terre ribelli ma, grazie soprattutto all'abilità tattica dei generali al seguito di Temerial I, entrambe le spedizioni si risolsero in tali, clamorose disfatte per le armate d'oltremare da spingere l'Antico Impero a riconoscere l'indipendenza e la sovranità di Thera. Ciò non di meno, ancor oggi, i rapporti diplomatici tra i therani e l'ancestrale madrepatria sono abbastanza tesi e freddi.

Nel 995 Temerial spostò la capitale dell'impero a Speltum, mentre Thera rimase come principale centro di culto e di cultura, sotto la guida dei Patriarchi di Masaka e Korgano, che da quel giorno ricevettero il titolo di Teocrati ed il dominio del Patriarcato di Thera, punto più meridionale dell'Impero. Nel 1000 l'Imperatore condusse la sua ultima campagna militare: approfittando di una guerra interna tra i clan di Norva, sferrò una massiccia offensiva lungo tutto il confine con il Regno di Norva, che portò alla conquista dell'intera sponda settentrionale del lago Corbus e dell'omonima città; nonché alla presa del più antico insediamento norvano ad ovest delle montagne: Pern. Dopo quest'ultima vittoria, Temerial si ritirò nella sua capitale e lì, evidentemente presagendo la propria fine imminente, pose mano a quella riforma della struttura dell'Impero che, ancor oggi, costituisce la base delle divisioni territoriali di questa nazione. Egli suddivise le terre sotto il suo dominio, confermando al Teocrate di Thera l'autorità politica sul Patriarcato, a sud; contemporaneamente ripartì il restante territorio in cinque Gran Ducati: Axis, Corbus, Irdis, Issa e Pern; mantenendo sotto il suo diretto controllo solo il Principato di Speltum.

Il Primo Imperatore morì il Diciottesimo Giorno del Quarto Mese dell'Anno 1001 dopo l'Inabissamento di Hys; lasciando il figlio primogenito quale erede, col nome di Kalferan I Baunar.

L'Impero rimase stabile per tutto il regno del figlio di Temerial I, tanto che questo Imperatore, pare, non abbia mai dovuto cingere la spada per tutta la durata della sua vita, passando quindi alla storia come Kalferan il Pacifico. Nel 1002 Kalferan I inaugurò la sua politica di non aggressione verso gli altri regni ratificando il Concordato di Pern (che nel 472 aveva creato la Città Stato di Eburacum), riconoscendo, quindi, l'indipendenza e la neutralità della Città delle Gilde ed impegnando, da quel momento in poi, il trono imperiale a difenderla, in caso dovesse essere minacciata da un qualsiasi pericolo. Successivamente, nel 1036, dopo ben otto anni di intensi negoziati e trattative, il sovrano vendette (per una cifra tutt'ora sconosciuta, ma che si vocifera fosse circa il doppio del valore effettivo di quei territori), al Ma-Rhaja Bharat-Mar-Kalan, una parte dei possedimenti imperiali lungo la costa del Mare di Luinen, che divenne, poi, il Rhajanato di Andrija. Nel 1042 Kalferan I moriva, lasciando il trono al figlio che, in onore del padre, prese il nome di Kalferan II. A dispetto di ciò la politica del terzo Imperatore parve, da subito, rifarsi a quella dei suoi progenitori e, sotto il suo dominio, l'esercito di Thera crebbe notevolmente in dimensioni e potenza. Kalferan II era asceso al trono da neppure dieci anni, quando decise di annettere ai suoi domini il regno elfico di Luin Galadh. Sfortunatamente quest'ultimo chiese aiuto al regno gemello del nord, Luyalfirin, retto, all'epoca, da Gilean III Elderill. Ancora oggi i bardi ricordano, nelle loro ballate, la violenta disfatta delle truppe umane, attirate in trappola all'interno dei boschi elfici e lì sterminate dai maghi e dagli arcieri di quel popolo. In seguito la foresta venne sigillata con qualche incantesimo per cui, chiunque s'inoltrasse tra i suoi alberi, si sarebbe sempre, inspiegabilmente ritrovato ai suoi margini, nel punto esatto in cui vi era penetrato. Fu grazie al paziente e complesso lavoro di diplomazia intrapreso circa cent'anni dopo dall'imperatore Varene I di Thera, ultimo dei Baunar, che il regno elfico meridionale tornò ad aprire la Foresta Azzurra.

Varene morì senza eredi maschi. Dopo alcuni mesi, caratterizzati da lotte intestine, rivolte popolari, complotti ed omicidi di palazzo, nel Decimo Mese del 1167 il trono passò a Gusvar II Voitan, sposo di Advilla Baunar, primogenita di Varene I.

Per un secolo, sotto la guida dei Voitan, l'Impero visse un periodo di prosperità e pace, tanto da essere ricordato come il “Secolo Splendente”. Quest'epoca ebbe termine nel 1268, con la morte di Demante I Voitan.

Durante il breve regno di suo figlio, Kalferan III, durato appena undici anni, l'Impero iniziò la sua decadenza. Da prima, a seguito di una brillante campagna di riconquista, guidata dalla Regina di Norva Rovelia II, un'armata di umani del nord, nani, gnomi e mercenari pelleverde, nel giro di pochi mesi, riconquistò l'intero Gran Ducato di Pern ed in seguito, sotto l'Impero di Temerial II, le guarnigioni imperiali vennero cacciate anche dalle antiche posizioni lungo la sponda meridionale del fiume Varzel, venendo costretti ad arretrare sino agli attuali confini. A nulla valsero gli appelli agli altri Regni dell'isola, per avere aiuti contro le armate norvane: nessuno volle aiutare il grande Impero. Durante il regno di Rolande I la gestione politica del territorio raggiunse un momento di crisi, allorquando i Signori Terrieri, nominalmente tutti legati da un giuramento di fedeltà all'Imperatore, iniziarono sempre più scopertamente a voler governare i propri territori indipendentemente dal volere di Speltum. L'evento più clamoroso, con cui culminò questa agitazione interna fu, nel 1327, il rifiuto, da parte del Gran Duca di Issa, Arten Sartarek, di giurare fedeltà al nuovo imperatore: Alender II Voitan.

Alender, figlio cadetto del precedente governante, Rolande II, divenne Principe Ereditario nel 1324, dopo la misteriosa scomparsa del fratello maggiore, Kalferan; il quale, durante una battuta di caccia nei pressi di Axis, venne trascinato dal suo cavallo imbizzarrito, oltre il bordo di un crepaccio, sparendo tra le onde del fiume sottostante. Quattro giorni più tardi i Guardiani dei Confini rinvennero, sulle sponde a valle, i resti del cavallo, straziato dal passaggio attraverso una serie di rapide e cascate. Del Principe non restava altro che la mano e l'avambraccio destri, imprigionati dalle redini. Sul dito della mano venne ancora ritrovato l'anello con il sigillo personale dell'uomo. Poco dopo la sua nomina ufficiale ad erede, Alender iniziò un lungo lavoro diplomatico, sia presso gli altri regni che con i nobili therani, allo scopo di riportare unità e forza all'Impero. Quando, nel 1327 il padre morì di vecchiaia, però, il Gran Duca di Issa rifiutò di riconoscere il diritto del giovane al trono imperiale e dichiarò i suoi territori uno Stato indipendente. Benché ufficialmente Speltum rifiuti di riconoscere tale dichiarazione, sostenendo che il Gran Duca sia, in effetti, nient'altro che un feudatario ribelle, nessuna iniziativa militare è ancora stata presa a riguardo, per strappare quelle terre, per altro non molto ospitali, al loro sanguinario signore.

Economia:

 

L'Impero di Thera è sempre stata la principale potenza economica e commerciale dell'isola. Nella Pianura di Irdis vengono coltivati grano, orzo, mais ed altri cereali, mentre le colline del Gran Ducato di Axis e del Principato forniscono olio e vino tra i più pregiati. Anche l'allevamento è molto sviluppato e, nella zona a nord, vi sono numerosi giacimenti minerari, di vario genere. Le saline del Patriarcato forniscono sale praticamente a tutto l'Impero che, di fatto, può quasi vivere unicamente dei propri prodotti interni, come, per molto tempo ha fatto. Negli ultimi 150 anni i commercianti andrijani avevano fortemente insidiato questo primato, grazie alle massicce importazioni di prodotti e materie prime rare ed esotiche dal continente ed alle loro carovane, sempre in movimento. Negli ultimi anni, però, i commercianti imperiali hanno drasticamente ricostruito la propria economia, abbandonando l‘agricoltura e l'allevamento di sussistenza, a favore di produzioni intensive, anche grazie ad alcune recenti leggi emanate dall'Imperatore Alender, che hanno pesantemente ridotto i latifondi nobiliari, rivendendo poi la terra ai commercianti ed agli agricoltori che la lavoravano direttamente. Oggi Thera dispone di un efficiente sistema bancario e d argentieri, in grado non solo di prestare ingenti quantità di denaro a chiunque, ma anche di garantire prestiti e pagamenti altrui. Le lettere di credito stanno ormai diffondendosi in maniera capillare, sostituendo i classici forzieri colmi di monete che tanto spesso finivano nelle tasche di banditi, doganieri, corrieri e mercenari. Anche molti nobili, a partire dallo stesso Imperatore e dal Gran Duca di Axis, hanno investito attivamente ingenti cifre in attività commerciali, ottenendone in cambio vere e proprie fortune che hanno pesantemente contribuito a rimpinguare le agonizzanti casse dello stato.

Cultura e Società:

 

La cultura dell'Impero è di stampo profondamente patriarcale: in essa le donne sono considerate poco più che cittadini di seconda classe, sottomesse prima ai loro padri e poi ai loro mariti. Il ruolo tradizionale delle donne a Thera è quello di allevare figli e cucinare per i loro mariti. Anche le alte sacerdotesse di Korgano, nonostante la loro funzione all'interno del Tempio, non hanno mai avuto un ruolo di reale responsabilità, venendo solitamente “affiancate” da consiglieri maschi. Da sempre, però, questa condizione si è rivelata insopportabile per alcune donne, in particolare quelle di famiglie nobili, che hanno cercato delle strade per ottenere la propria indipendenza. Per tale ragione l'Imperatore Kalferan I Baunar, nel 1036, “istituì” (anche se molti storici rilevano correttamente come quell'editto imperiale si limitasse a dare un riconoscimento ufficiale ed una regola alle decine di movimenti e fazioni che si erano spontaneamente sviluppati nel corso dei secoli) l'Ordine delle Sorelle Scarlatte.

 

 

Religione:

 

Nell'Impero di Thera si segue la dottrina dei Divini Gemelli: Masaka e Korgano.

Secondo quanto sostiene questo culto, nei tempi antichi, prima che sorgessero le civiltà dei mortali, tutte le Potenze si sarebbero accordate per cedere il dominio del mondo ai soli Signori del Buio e della Luce. Questa religione era diffusa nell'antico Impero Thernaviano già da alcuni secoli prima della spedizione di conquista, guidata dal Duca Baunar. Benché tendenzialmente tollerata dall'antico impero soprattutto per la sua diffusione tra la nobiltà più colta, questo credo non era visto di buon occhio dal trono imperiale, che faceva discendere, come successivamente faranno anche gli Imperatori di Thera, il proprio potere dalla volontà divina. Quando si dovette organizzare la spedizione di conquista e colonizzazione di Kymareon, quindi, le autorità temporali e religiose pensarono di approfittarne per liberarsi del Culto, inviando al seguito dell'esercito di Baunar, anche tutti i maggiori esponenti di quella dottrina. Fu così che, con l'espandersi delle conquiste thernaviane in terra di kymareon anche la fede nei Gemelli Celesti andò, via, via rafforzandosi, sinché, nel 962, l'Esarca Temerial Baunar, nel proclamare l'indipendenza dalla madrepatria e la fondazione del nuovo Impero di Thera, sposò ufficialmente questa religione, adottandola come Culto di Stato basandovi, di conseguenza, la legittimazione stessa del suo potere. Da allora il Patriarca supremo del Culto prese il nome di Teocrate Imperiale, divenendo l'unico tramite riconosciuto tra i mortali e le due divinità.

Secondo i dettami del Culto tutte le altre Potenze sono sottomesse a Masaka e Korgano; di conseguenza anche i loro adoratori devono riconoscere la superiorità di queste due Entità, nonché sottomettersi alle decisioni del Teocrate, in ambito religioso.

L'applicazione rigida di questi principi permise la formazione di un forte spirito di corpo all'interno delle truppe imperiali, che si sentivano come soldati chiamati ad una missione sacra: conquistare e convertire con la spada tutte le popolazioni dell'isola. Sfortunatamente un simile atteggiamento, utilissimo sul campo di battaglia, mostra notevoli mancanze in ambito diplomatico, laddove più di un accordo di pace, in particolare con il Regno di Norva, è saltato a causa dell'intolleranza religiosa degli emissari imperiali. Per quasi tre secoli i sacerdoti imperiali si rifiutarono di entrare a far parte della Confraternita dei Culti Riuniti. Fu solo nel 1220 che Alender I Voitan riuscì a convincere il Patriarcato ad entrare a far parte di questa alleanza religiosa, ammorbidendo, nel contempo, notevolmente i propri costumi. Attualmente, entro i territori imperiali tutti i culti sono ammessi, benché la Religione di Stato permanga la più praticata. L'attuale Teocrate, Eiran III Darnel, nonostante sia noto per il suo conservatorismo, sia religioso che culturale, non sembra particolarmente interessato a sottomettere gli altri culti, essendo totalmente assorbito nella lotta con l'Imperatore per il riconoscimento della sua supremazia sul seggio imperiale. Se nella città di Thera i templi dedicati alle altre Potenze restano comunque pochi e di piccole dimensioni è noto che nel palazzo imperiale a Speltum, esiste un grande luogo di culto di pianta circolare dove, in dodici sacelli uguali, sono ricavati altrettanti altari dedicati a ciascuna Potenza e dove membri della Confraternita dei Culti Riuniti celebrano le loro funzioni religiose.

 

 

Le arti nell'Impero:

 

In tutto l'Impero prevale ancora una visione pesantemente religiosa dell'arte, per cui solo le opere ed i dipinti dedicati a questo tema vengono considerati “vera arte” e pagati cifre considerevoli. La pittura e la scultura sacra, in particolare, stanno avendo, in questo periodo, una grande diffusione, anche grazie ad un'apposita scuola di formazione sovvenzionata dal Teocrate in persona ed avente sede a Thera. La musica sacra, sia cantata che suonata, invece, sta pesantemente ristagnando, continuando a ripetere schemi e stili ormai vecchi di secoli.

Il teatro popolare, le ballate epiche, la musica e la giocoleria sono tutte molto apprezzate ed i loro interpreti godono spesso di fama nazionale, non potendo attraversare le piazze cittadine senza essere riconosciuti immediatamente (cosa che solitamente è esattamente quello che questi bardi desiderano!!!), ciò non di meno queste forme d'arte “minore” sono poco pagate, tanto che quasi tutti i loro interpreti sono costretti a guadagnarsi da vivere esibendosi nelle strade e nelle case, sperando poi nella generosità dei passanti. Anche la Corporazione dei Bardi e dei Cantori, per molto tempo,ha fatto notevole fatica a sovvenzionarsi, entro i confini dell'Impero.

Negli ultimi cinquant'anni, però, s'è iniziata a diffondere l'abitudine tra i nobili d'ospitare a corte artisti diventandone, quindi i protettori e mecenati.

Molto famosa, a riguardo, sono la Corte Imperiale di Speltum e quella del Duca di Axis.

Entro i confini del Patriarcato di Thera, invece, sono addirittura vietate le rappresentazioni pubbliche di opere laiche. Da anni, quindi, è in corso una sorta di guerra farsesca tra il Teocrate ed i bardi di strada, i quali sembrano divertirsi un mondo ad infrangere questo divieto, tanto che si ha notizia di numerosi saltimbanchi che si sono esibiti nella piazza antistante il Tempio del Sole e Della Luna, assolutamente gratis, per il solo piacere di far uscire dai gangheri i prelati all'interno. Naturalmente questo divieto non vale all'interno dei confini del Quartiere del Libro; di conseguenza, tra le sue mura a prova di fuoco, si può assistere ad una sorta di perenne carnevale.

 

 

 
 
Thera Speltum Corbus Axis Issa