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Le Potenze di Kymareon
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Nome: |
Daalin |
Titolo: |
Potenza della Curiosità; Spirito del Mutamento Interiore; L'Eterno Errante |
Simbolo: |
Un occhio spalancato bianco su sfondo verde |
Descrizione:

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Potenza Esterna, al pari di Lolth e dei Grandi Antichi, nessuno sa di preciso quando, come o perché quest'Entità sia giunta su Erat. Daalin viene spesso ritratto come un enorme dragone bianco, con un terzo occhio chiuso al centro della fronte. Più raramente è rappresentato come un triclope umanoide, vestito abiti da viaggiatore verdi, che cammina appoggiandosi ad un bastone e con un libro sotto il braccio.
Egli presiede all'intelligenza speculativa ed alla sete di conoscenza. Se Masaka presiede il sapere puro e Zurvan è il dio dell'intelligenza e delle conoscenze proibite; se Venava incarna la conoscenza applicata, Daalin cerca il sapere per la semplice gioia di conoscere e, per la stessa ragione, non ha la minima reticenza a trasmettere ad altri ciò che ha appreso. I suoi sacerdoti sono spesso maestri erranti, molti fanno parte della Confraternita dei Custodi della Grande Biblioteca di Thera. Allo stesso modo sono ampliamente diffusi, tra loro, i bardi ed i maghi.
Un secondo aspetto di Daalin è quello di Spirito del Mutamento Interiore ovvero del potenziale di mutamento e trasformazione che risiede in qualsiasi cosa del creato e che si manifesta allorquando essa riesce ad indurre un cambiamento in sé stessa. Sotto questo aspetto viene spesso associato con Xolot, Potenza del Caos e, soprattutto, con Gaea, lo Spirito della Natura.
I sacerdoti di Daalin possono apprendere ad utilizzare i poteri di incantamento dell'Equilibrio |
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Nome: |
Gaea |
Titolo: |
Potenza dell'Equilibrio; Spirito della Natura; La Grande Madre ; Grande Antico |
Simbolo: |
Una fusione delle varie fasi lunari |
Descrizione:

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L'Antica Potenza della Natura presiede al ciclo di vita, morte e vita che sta alla base dell'ecosistema di Erat. Essa è, in oltre, la Potenza dell'Equilibrio, incarnando in se il necessario bilanciamento degli opposti e degli estremi, al fine di permettere il fiorire della vita. Secondo la tradizione, in tempi remoti Gaea si ritirò “al centro del mondo”. Nessuno è mai riuscito a stabilire se questa frase debba essere interpretata letteralmente o se sia una sorta di allegoria per indicare come, quest'Entità, costituisca, in effetti, fulcro di tutta l'esistenza. Il suo simbolo ricorda una luna, rappresentata nelle sue varie fasi poi fuse assieme. Viene solitamente rappresentata come una femmina umanoide di razza non ben definita, di bell'aspetto e vestita con una tunica verde, adornata di piante e fiori, mentre altre volte, compare direttamente vestita di vegetali. Non mancano numerose altre forme di rappresentazione di quest'entità, venerata sostanzialmente in tutta l'isola, da sola o associata agli altri due Grandi Antichi: Xolot e Zurvan. Si dice che abbia come compagno Kurnos il Cacciatore, la Potenza della Terra e che abbia anche generato Llyiara e Vetnava: le Signore dell'Aria e dell'Acqua.
Particolarmente venerata sia dai Guardiani dei Confini che dagli Speziali, il suo santuario principale si trova in un bosco sacro a nord di Pern, per quanto, si racconta che, nelle grandi foreste degli Elfi vi siano giganteschi monumenti ed altari a cielo aperto, dedicati a Gaea. Assieme a Kurnos è poi oggetto di un particolare culto da parte dell'Ordine della Quercia Argentata. Recentemente la venerazione di Gaea si è diffusa anche nelle campagne dell'Impero di Thera, nonostante la strenua opposizione della teocrazia di Masaka e Korgano.
In quanto Signora della Natura essa rappresenta lo spirito vitale che anima tutte le cose: animali, piante, rocce sono tutte sotto al sua protezione, un compito che divide con Xolot e le altre Potenze Elementali. Acerrima nemica di tutto ciò che esce dal ciclo della natura ed in particolare dei Non Morti, che considera delle aberrazioni ripugnanti. In quanto Potenza dell'Equilibrio essa contrasta ogni forma di eccesso e lotta per mantenere sempre gli opposti in uno stato di eguaglianza reciproca. Naturalmente i suoi fedeli incantatori possono arrivare a sviluppare i poteri dell'Equilibrio. |
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Nome: |
Korgano |
Titolo: |
Potenza del Buio; Signore del Sotterfugio; L'Arciere della Luna |
Simbolo: |
Falce di luna scura (solitamente nera o viola) |
Descrizione:

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Potenza del Buio, quest'Entità, secondo tutte le tradizioni, sarebbe il fratello e compagno di Masaka (per quanto il Teocrate di Thera abbia più volte ribadito che tra i due non v'è nulla di vagamente assimilabile al concetto di matrimonio dei mortali). Entrambi discendenti dal Grande Antico Zurvan, Korgano rappresenta anche gli aspetti salvifici della sera: la frescura della notte, che porta ristori dal caldo del giorno e la rugiada serale che disseta il terreno arido. Viene solitamente rappresentato come un maschio umano, dal fisico slanciato ed elegante, con lunghi capelli fluenti e montato in groppa ad un grande stallone. Cavallo e cavaliere vengono spesso dipinti più come apparizioni spettrali che non come veri e propri esseri materiali. L'iconografia classica di questa Potenza lo ritrae mentre, di notte, galoppa attraverso i campi di battaglia portando via i corpi dei guerrieri feriti, per poterli poi guarire. In quanto dio della guarigione è fatto oggetto di un culto particolare presso i medici e gli speziali; al contrario, il suo aspetto più strettamente legato alla notte, al sotterfugio ed all'inganno, lo rendono una divinità molto apprezzata non solo dai ladri e dai truffatori ma anche dalle spie e da tutti coloro che devono compiere una qualche attività che richiede astuzia e sotterfugio. Il suo simbolo è una falce di luna di colore scuro, solitamente nera o violacea; i massimi esponenti del suo culto sono, solitamente, donne, note come le “Spose di Korgano”, che fanno voto di nubilato (e, a volte, anche di castità), considerandosi tutte spose di Korgano. Anche le Sorelle Scarlatte, l'Ordine di donne guerriere di Thera, tributa a quest'Entità una venerazione particolare.
Nell'Impero di Thera egli, assieme a Masaka, è oggetto di venerazione speciale, da parte della religione ufficiale di stato: il Culto dei Divini Gemelli Celesti.
Anche l'attuale guida della Confraternita dei Culti Riuniti è un'alta sacerdotessa di Korgano. I suoi chierici più dotati possono ottenere l'accesso alle capacità di incantamento della Conservazione. |
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Nome: |
Kurnos |
Titolo: |
Potenza della Terra; Il Cacciatore; Il Guerriero Protettore; Sposo della Dea |
Simbolo: |
Un Cervo |
Descrizione:

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Kurnos, la Potenza della Terra, è venerato come lo Sposo della Dea Gaea. E'noto anche come il cacciatore, patrono non solo della caccia in sé stessa, ma anche di tutti quei guerrieri che lottano per difendere la propria patria e la propria famiglia. Sotto questo aspetto è chiamato, a volte, il Guerriero Protettore. La Teologia ufficiale narra come quest'Entità sia una delle poche, assieme probabilmente a Vorkandar e Malkuth, ad essere sopravvissute al grande conflitto tra le Potenze, dalle cui ceneri vennero forgiati, poi, tutti gli esseri mortali. Potenza Elementale della Terra, egli è anche il dispensatore dei doni che dalla terra provengono e, in quanto tale, è patrono di minatori, orafi e gioiellieri. Un altare dedicato Kurnos, Masaka e Vorkandar sorge all'ingresso della sede principale dell'Accademia di Guerra di Eburacum, ma anche i guardiani dei Confini hanno contribuito spesso ad opere di restauro e mantenimento dei monumenti sacri dedicati a questa Potenza. Viene solitamente rappresentato come un enorme guerriero, avvolto in un mantello di pelliccia e con il volto coperto da un grande elmo d'argento su cui campeggiano le corna di un cervo. Spesso ha in mano un'ascia bipenne, ma, altre volte, impugna una lancia o un arco. Meno diffuse fuori dai luoghi di culto druidici, ma, comunque presenti, sono le raffigurazioni di Kurnos come un satiro o centauro, a volte armato e col volto coperto dall'elmo d'argento. Il suo simbolo è un cervo a volte sormontato dalla falce lunare rivolta verso l'alto o impressa sul pelo. Assieme a Gaea è oggetto di una venerazione particolare da parte dei Druidi dell'Ordine della Quercia Argentata. Egli concede ai suoi incantatori il dono della Distruzione, in modo che possano usare questi poteri per abbattere i loro nemici. |
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Nome: |
Llyiara |
Titolo: |
Potenza dell'Aria; Messaggera degli Dei; Custode della Musica; La Profetessa |
Simbolo: |
Una Farfalla |
Descrizione:

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Le leggende narrano di come la Potenza dei venti sia stata creata in una giornata di bufera da Gaea e di come, il suo primo atto appena giunta nella nostra realtà, sia stata quella di donare a tutto il mondo una giornata di quiete e di dolci brezze temperate. Si dice che il carattere di quest'Entità sia dolce come il vento di primavera ma che, se troppo provocata, la sua furia faccia impallidire quella del più tremendo degli uragani. Solitamente rappresentata come una donna elfa o una fata, dal fisico sottile e delicato, è stesso circondata da quattro piccoli draghi o altre simili creature volanti. Essi rappresentano i quattro venti, i Llyirinn, i figli di Llyiara, suoi servi e messaggeri. A volte sono stati fatti oggetti di un culto apposito, soprattutto tra gli elfi di Luin Galadh, ma si tratta di eventi abbastanza rari ed isolati. La Signora dell'Aria è la messaggere dagli Dei, incaricata di riportare i voleri delle Potenze sia ai mortali che agli altri spiriti immortali. E'la patrona dell'arte, della musica e della poesia e, in quanto tale, è la tradizionale protettrice di tutti i bardi, tanto che, le cerimonie in suo onore, sono spesso e volentieri delle sorte di piccoli concerti. E'anche la patrona dei profeti e degli oracoli. Si dice che esista, nel regno elfico di Luyalfirin, un bosco chiamato Bosco dei Sospiri, che attrae irresistibilmente a sé tutti coloro che sono dotati del dono della profezia. Ascoltando la voce del vento tra le fronde degli alberi gli oracoli riceverebbero le loro visioni del futuro. Per editto del Concilio degli Anziani, chiunque sia dotato di tali facoltà ha diritto di accedere liberamente l bosco e anche di stabilirvisi, se vuole. Costoro divengono cittadini di Luyalfirin, indipendentemente dalla loro razza o origine e sono posti sotto la personale protezione del Custode del Regno: il Sire Gilean V Elderill. I Sacerdoti di Llyiara sviluppano la capacità di utilizzare i poteri di incantamento dell'Equilibrio |
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Nome: |
Lolth |
Titolo: |
Potenza custode dei Mercanti; La Regina Ragno ; L'Oscura Matrona |
Simbolo: |
Un Ragno. La foggia del simbolo varia molto, dall'uno all'altro |
Descrizione:

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Dea Ragno, protettrice della razza Drow, gli abitatori del buio e Potenza Esterna. Nessuno sa di preciso quando essa giunse su Erat, di sicuro si sa che, sulla superficie, essa non ha molti seguaci, mentre pare sia l'unica Potenza, o quasi, venerata nel sottosuolo, dagli Elfi Oscuri.
Nonostante questo suo carattere di mistero, legato alla misteriosa cultura dell'Underdark, non abbia contribuito particolarmente a stimolare la diffusione del suo culto, non mancano comunque, soprattutto tra i mercanti, chi segue la via della Regina Ragno. Essa è la patrona dell'astuzia e dell'inganno e, come tale, è stata da tempo eletta a nume tutelare di mercanti, commercianti e di tutti coloro che si accingono a compiere una qualche difficile trattativa. Quali altre forme di culto le siano tributate dai Drow resta un enigma che nessuno è ancora riuscito a spiegare. D'altra parte, il fatto stesso che praticamente tutti gli elfi scuri presenti in superficie siano mercanti, lascia supporre che, anche nel sottosuolo, queste siano le sue principali attribuzioni. Curiosamente non si ha notizia di nessun incantatore maschio di Lolth che sia riuscito ad ottenere la consacrazione a prescelto dalla Dea, indipendentemente dalla razza a cui appartenga. Al contrario le sacerdotesse di questa Potenza, spesso sviluppano impressionanti poteri di Distruzione, che usano per abbattere tutti i nemici della loro patrona. Lolth è solitamente rappresentata come una splendida donna drow, vestita con lunghi abiti neri, la cui foggia ricorda la tela di un ragno, che è anche il suo simbolo ed animale sacro. I mercanti drow, comunque, tengono a sottolineare come, la loro patrona, non faccia, d'altra parte, assolutamente distinzioni di razza, nei suoi credenti, ripetendo che: “Davanti ad un altare di Lolth tutti i maschi sono uguali”. |
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Nome: |
Masaka |
Titolo: |
Potenza della Luce; Custode di Thera; Signora della guerra e della verità |
Simbolo: |
Sole (Solitamente bianco o scarlatto) |
Descrizione:

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Potenza della Luce, Masaka è la sorella di Korgano e, come lui, venne creata dal grande Zurvan, al termine della Guerra delle Potenze. Viene solitamente ritratta come una donna umana dal fisico muscoloso, anche se di bell'aspetto, vestita di una splendente armatura, nell'atto di brandire una spada. Essa rappresenta, infatti, la guerra sacra e protegge tutti coloro che sono pronti a difendere le proprie idee con l'acciaio, se necessario. E'anche la combattente disciplinata, la stratega e, sotto questo aspetto, è fortemente riverita dai membri dell'Accademia di Guerra di Eburacum. Difende, però, anche coloro che vogliono imporre le propri idee e la propria fede (soprattutto in Masaka stessa) con la forza, sugli altri. Divinità protettrice dell'Impero di Thera e del suo Teocrate è, assieme al fratello Korgano, al centro della religione ufficiale therana: il Culto dei Divini Gemelli Celesti. Il suo simbolo è un sole ardente, solitamente bianco o scarlatto, a simboleggiare come essa sia la personificazione del lato più forte e distruttivo del giorno: la calura estiva, il sole che spacca la terra nei campi e prosciuga i pozzi. Si ritiene, in oltre, che essa sappia sempre tutto ciò che avviene in un luogo illuminato e, per questo, è annoverata anche tra le Potenze tutelari della conoscenza. Il suo culto è particolarmente diffuso tra gli umani che riconoscono quale suo massimo chierico il Teocrate di Thera. Tutte le più alte gerarchie di incantatori di Masaka sono composte da soli maschi i quali fanno, solitamente, voto di celibato, dedicando quindi loro stessi alla loro Signora. Rispetto a quanto avviene tra le sacerdotesse di Korgano, il voto di castità è molto meno diffuso, per quanto non sia infrequente. I chierici più fedeli di questa divinità dell'ordine possono accedere ai poteri della Distruzione. |
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Nome: |
Malkuth |
Titolo: |
Potenza della Morte; Il Traghettatore di Spiriti |
Simbolo: |
Un albero con foglie morte che cadono a terra |
Descrizione:

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Potenza della Morte, Malkuth è, secondo la tradizione, il “figlio primogenito” di Zurvan e sovrintende non tanto ai morti, quanto alla morte in sé stessa. Egli è il traghettatore: colui che raccoglie lo spirito del defunto e lo scorta presso la divinità che maggiormente ha adorato in vita, per affidarlo poi alla sua potestà. Viene solitamente rappresentato come un umanoide completamente avvolto da un mantello dai molti colori, come se esso fosse stato intessuto con i brandelli delle vesti di tutti i mortali trapassati. Secondo la tradizione Malkuth risiede in un grande giardino pieno di alberi, perennemente carichi di foglie gialle. Ogni foglia che cade porta il nome di un essere mortale; egli le raccoglie una a una e, quindi, si occupa di portare la Morte a colui il cui nome vi è scritto sopra. Ciò non di meno questa Potenza non è vista con troppo malanimo dalla popolazione, in quanto solitamente associata al concetto di “buona morte”, di sollievo dalle sofferenze. Un chierico di Malkuth è sempre presente a tutte le cerimonie funebri, indipendentemente da quale fede professasse il trapassato. Al termine dei riti appropriati egli si occupa di fare da tramite tra lo spirito del defunto e Malkuth, in modo da permettere al Traghettatore i portarlo al cospetto del suo nume tutelare. Il simbolo di Malkuth è un albero, o ramo d'albero, coperto di foglie gialle, alcune delle quali stanno cadendo. Per sua grazia gli incantatori che lo venerano ottengono i poteri dell'Equilibrio, in quanto è loro compito vegliare affinché il numero dei vivi non superi mai quello dei morti. |
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Nome: |
Vetnava |
Titolo: |
Potenza dell'Acqua; Signora dell'Ingegno e della Conoscenza |
Simbolo: |
Una Conchiglia a Spirale |
Descrizione:

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Vetnava, l'astuta Potenza dell'Acqua, è dotata di molteplici attributi: oltre che, naturalmente, nume guardiano dell'elemento liquido e di tutto ciò che vi è collegato (maree, esseri acquatici, pioggia e siccità, ecc…), essa è anche la Signora dell'intelletto creativo, la grande inventrice, colei che protegge ed ispira ingegneri, scienziati, alchimisti e tutti coloro che vogliono compiere una qualsiasi impresa, servendosi del loro ingegno. Vetnava viene spesso rappresentata come una sirena: la parte inferiore del corpo di pesce e quella superiore di donna. A seconda delle varie razze e culture, però, essa muta di aspetto sia nella sua metà umanoide che in quella di pesce. Numerose sono anche le statue e le incisioni che la ritraggono come una splendida fanciulla che regge tra le mani una grande conchiglia, con cui controllerebbe le maree, sovente circondata da vari esseri marini. E'un'entità incostante, con repentini scatti d'umore, proprio come il mare, che un attimo prima appare calmo e l'attimo dopo erompe in un'ondata incontenibile; ma è anche la divinità della pazienza, necessaria per capire, ponderare e progettare. Il suo culto è particolarmente diffuso tra gli Gnomi ed i Goblin. Entrambe queste razze considerano Vetnava come la loro personale protettrice e spesso creano, in suo onore, mirabolanti invenzioni. Anche presso tutte le comunità che vivono sulla spiaggia, naturalmente, è molto diffuso il suo culto, anche se qui la si venera principalmente quale Potenza del Mare. In entrambe le sue accezioni quest'Entità concede ai suoi fedeli di accedere agli incantamenti della Conservazione. |
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Nome: |
Vorkandar |
Titolo: |
Potenza del Fuoco; Campione del Coraggio; Dio dei Fabbri e dei Guerrieri |
Simbolo: |
Dragone rosso rampante |
Descrizione:

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Potenza del Fuoco devastatore e signore dei fabbri e forgiatori, nonché dei guerrieri coraggiosi, in particolare e della guerra, in generale; Vorkandar è il Dio Drago patrono dei Nani, alcuni dei quali, i membri dell'Ordine del Drago, lo considerano addirittura la più antica delle Potenze, originario forgiatore dell'universo. Secondo la religione ufficiale, riportata anche dalla Confraternita dei Culti Riuniti, invece, egli sarebbe una delle primissime creature di Xolot, l'incarnazione del Caos e, assieme a Kurnos ed a Malkuth, sarebbe tra i pochi ad essere venuto in essere prima della grande Guerra delle Potenze. Rappresentato, di volta in volta, come un possente drago rosso rampante (che ne costituisce anche il più comune simbolo sacro), come un imponente guerriero protetto da un'armatura di fuoco o come un nerboruto nano impegnato a martellare sull'incudine del mondo, egli rappresenta anche il fuoco purificatore: colui che brucia tutto ciò che è inutile per salvare, invece, ciò che è puro. Come signore della Guerra è il protettore dichiarato dell'Accademia di Guerra di Eburacum ed è anche oggetto di una discreta venerazione presso i Guardiani dei Confini. Sotto questa veste è pure adorato da molti orchi che lo invocano, spesso, mentre stanno combattendo, nei loro famosi canti di guerra. Nel suo aspetto di Fabbro divino è, naturalmente, il patrono dei Forgiatori e di tutti color che devono lavorare col fuoco. Come le fiamme di Vorkandar bruciano tutto ciò che gli si oppone, allo stesso modo i suoi incantatori più potenti sono in grado di fare ricorso ai poteri della Distruzione, per sconfiggere i propri nemici. |
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Nome: |
Xolot |
Titolo: |
Potenza del Caos; il Progenitore; il Molteplice; Grande Antico |
Simbolo: |
Spirale di luce all'interno di un ottagono porpora |
Descrizione:

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Grande Antico e Signore del Caos primordiale, Xolot fu, secondo quanto insegnano i saggi, l'ultima delle tre Antiche Potenze a giungere su Erat. Esso rappresenta la molteplicità, l'eterno generarsi e rinnovarsi della vita, la creazione fine a sé stessa, senza scopo o restrizioni. I sacerdoti di questa Potenza non sono costituiti in un culto coeso ed organizzato ma, piuttosto, preferiscono errare liberi per il mondo, raggruppandosi, di quando in quando, attorno ad alcune figure di maggior spicco, che sostengono di essere riusciti a penetrare più a fondo di altri i pensieri del loro patrono. Sfortunatamente la prolungata esposizione all'influenza del Caos più puro tende a far impazzire la maggior parte degli incantatori di Xolot, al punto che solo uno su dieci riesce a superare sostanzialmente savio i primi cinque anni di servizio. Xolot predica che tutte le forme di vita sono uguali e che le leggi e le norme sono invenzioni create dai mortali per imbrigliare e soffocare qualcosa che non capiscono e di cui hanno paura. Le divisioni sociali la nobiltà, le tradizioni, sono tutti orpelli inutili di cui si può benissimo fare a meno. La paura dell'ignoto, come quella della morte sono dei semplici legacci che ci autoimponiamo, ma che, chi è veramente libero, può trascendere facilmente. Con queste premesse è facile capire come il dio sia particolarmente popolare presso i plebei ed i cittadini più umili od oppressi ma, al contempo, non sia visto molto bene dai nobili ed, in generale, dal potere costituito. Ancora non pare difficile immaginare come non esista sacerdote di Xolot che, almeno un paio di volte nella vita, non abbia avuto a visitare le segrete o le sale di punizione di qualche regnante; il che, unito alla totale mancanza di paura della morte ed alla serpeggiante follia che li attanaglia, spiega come mai pochissimi di costoro riescono a raggiungere un'età venerabile. Com'è facile intuire tutto questo rappresenta poco meno di una prospettiva irresistibile per i Kender, che infatti costituiscono circa la metà degli incantatori di Xolot!!! Anche le cerimonie di adorazione di questa Potenza sono particolari, trasformandosi, solitamente in enormi feste e baccanali, della durata, spesso, di parecchi giorni! La teologia ufficiale insegna che, quando la Guerra delle Potenze ebbe termine, il Signore del Mutamento decise di disperdere la sua coscienza ed i frammenti stessi del suo essere su tutto il mondo, rigenerandolo così dalle ferite inferte dalla lotta appena conclusa e creando, di conseguenza, tutte le specie viventi. Colpiti dal suo gesto le altre Potenze avrebbero promesso allo spirito di Xolot di vegliare sui suoi figli sino alla fine dei tempi. Per questo uno dei titoli con cui è conosciuto costui è “il Padre di Tutti”. Col tempo e l'esperienza i suoi incantatori sostengono di essere in grado di entrare in contatto con i frammenti del dio che si trovano in loro ed in tutti gli altri, potendone, così, ascoltare la voce. A costoro il “Senza Forma” dona la capacità di proteggere la vita mediante l'accesso ai poteri della Conservazione. Com'è facile intuire non esiste alcuna rappresentazione di Xolot, mentre il simbolo più diffuso per rappresentarlo è una spirale di luce inscritta in un ottagono porporino. |
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Nome: |
Zurvan |
Titolo: |
Potenza dell'Ordine; Il Creatore della Magia; Grande Antico |
Simbolo: |
Un Calice Rosso su cui è avvolto un Serpente |
Descrizione:

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Zurvan, la fredda e distaccata Potenza dell'Ordine e della Magia è ricordato come il Primo degli Antichi ad essere giunto su Erat. Poco si sa di questa misteriosa e potentissima creatura. Anche i testi a lui sacri sono, infatti scritti in un linguaggio misterioso e spesso volutamente colmi di doppisensi e difficili interpretazione. Gli incantatori di Zurvan, quasi tutti anche maghi di notevole capacità, sostengono che si tratti, in realtà, di una prova cui il loro maestro ha deciso di sottoporli. Patrono dei maghi e della loro Corporazione, la tradizione vuole che, prima di allontanarsi da questo piano, abbia fatto ai mortali due grandi doni: la Magia e le Soglie Arcane che oggi vengono chiamate, di volta in volta, Circoli rituali o Cancelli dimensionali. Si ritiene che ora egli risieda negli interstizi tra questo piano d'esistenza e tutti gli altri, osservando instancabilmente il mondo, in attesa che tutti i suoi segreti vengano svelati. Cosa accadrà allora nessuno lo sa con certezza ma certo sarà qualcosa di memorabile. Zurvan viene comunemente rappresentato come un umano dal fisico possente, con barba e capigliatura fluente, raccolta in grandi trecce e riccioli, due ali ed un serpente, simbolo del sapere, avvolto attorno al corpo. Solitamente tiene in mano un calice rosso rubino (il suo simbolo sacro) che, si suppone, contenga tutta la magia del creato. Il suo culto è estremamente elitario, solitamente riservato alle persone più colte, le quali sono in grado di comprendere tutti i significati esoterici presenti nei complessi rituali di adorazione di questa divinità. La maggiorparte di essi, come s'è detto, sono anche maghi, spesso di notevole potere, tanto che è prassi comune per tutti coloro che pratichino l'arte del Ritualismo, sia arcano che mistico, iniziare i propri riti con un'invocazione a Zurvan. I più addentri ai misteri di questa Potenza arrivano a sviluppare i poteri della Conservazione, concessi loro, are, per poter difendere l'Ordine e la magia.
Nella sua veste di Potenza della Legge è particolarmente amato da tutti coloro che occupano posizioni di potere o di dominio; in particolare nell'Impero di Thera la fede in Zurvan è quella più diffusa tra i nobili ed i funzionari dello stato, subito dopo al Culto dei Divini Gemelli Celesti. Non a caso, in fondo, dato che è proprio a quest'entità che si attribuisce il merito di aver generato, dopo la Guerra delle Potenze, Masaka e Korgano. Il suo “figlio primogenito” invece, è Malkuth: la Potenza della Morte. |
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