Bardi

Storia della gilda

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L'Inizio

 

“Era una notte senza luna ed il vento spirava caldo sulle spiagge scintillanti di Andrija. Una donna danzava, sola, al ritmo di tamburi e campanelli, i lunghi capelli neri sciolti in un turbine selvaggio tra le faville del fuoco ardente. Canti dalle sonorità accese e dai toni acuti del deserto squarciavano il silenzio della notte, sconvolgendo la lenta risacca del mare.

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Era una notte di luna nuova, nella tenda l'odore acre del fuoco di torba si mescolava al profumo pungente del fieno. Una manciata d'incenso gettato sulle braci fumose dalla mano forte di un orco dal carattere fiero, il sibilo del vento freddo che spazzava le pianure verdeggianti, terra indiscussa di fieri destrieri, una cantilena lenta, forte e decisa, fluida e selvaggia: Onore alla Vita, Vita all'Onore.

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Era una notte di cui la luna era una sottile falce lucente nel cielo, la luce tremula di una candela ed il chiarore sornione delle braci nel caminetto accompagnavano il graffiare veloce del pennino sulla pergamena. Una mano candida correva veloce sul foglio lasciando tracce d'inchiostro ad ogni passaggio: lettere, parole, frasi e miniature... in un rapido rincorrersi e prendere vita; fuori, una brezza leggera, il profumo del gelsomino che inebria la notte...

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Era una notte di luna piena: la pianura verde ed il profumo della terra, l'acqua del torrente, quale linfa da bere, ed il calore del fuoco a sottolineare le parole. Una voce narrava, un suono caldo e avvolgente: lacrime e passione, paura e gioia negli occhi di chi ascoltava; creature e immagini evocate dalla voce modulata e coinvolgente della donna che, quasi vivendo in comunione con gli elementi, traeva forza, ispirazione e vita dalla terra, dal fuoco e dall'acqua, liberando il respiro in parole cariche di magia. A piedi scalzi nell'erba, una tunica di lino color del cielo al crepuscolo a segnarne la figura longilinea, le fiamme ad illuminarle il volto, la Coppa dei Riflessi e nodi d'argento a cingerle i polsi mentre il vento porta lontano parole ispirate...

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Era una notte in cui le stelle erano orfane, le tenebre avvolgevano la foresta. Un suono lento, una musica malinconica e carica di emozione: un elfo dai lunghi capelli castani, avvolto in abiti verdi al riflesso delle braci al centro della radura, suonava un flauto, calde lacrime gli rigavano le gote, baciate dal soffio lieve della brezza che profumava di pino. Un'elfa dalla voce cristallina accompagnava la melodia, sciogliendo il cuore e l'anima all'infinito del tempo che scorre...”

...

Ed allora, in un luogo senza spazio, in un momento senza tempo essi furono assieme nella danza e nell'onore, nella cronaca e nella narrazione e nel canto che scioglie il cuore ed assieme furono l'inizio e con l' Inizio vennero queste parole:

 

Per l'Antica Arte ognun viva:

Parola Creativa e Sogno Ispirato,

Combattimento e Danza in un Tutto formato,

Gioia e Dolore,

Potere e Sapere.

Ciò che fu, è e sarà,

Ché nell'Arte, perpetuo rimarrà.

 

Storia

Questi versi sono incisi sull'ingresso di tutte le sedi della Compagnia dei Bardi e dei Cantori e sono conosciuti, semplicemente, come “ L'Inizio ”. In realtà è praticamente impossibile stabilire quando nacquero veramente i “Bardi” in quanto l'arte, in tutte le sue varie forme, è sempre stata una della grandi costanti di tutte le culture di Erat. L'isola di Kymareon, poi, in quanto originariamente non abitata da razze senzienti, o almeno da nessuna che ci abbia lasciato traccia della sua arte, è un incredibile crogiolo di tutte le tradizioni musicali, letterarie, pittoriche, scultoree e così via dicendo, portate, nel corso di quasi diciotto secoli, dai vari colonizzatori. Le strofe de “ L'inizio ” sarebbero state scritte, secondo la tradizione, nel 750 NC, quando ormai la grande colonizzazione dell'Isola da parte della Gente Blu era ampliamente completata e l'Enclave commerciale che sarebbe poi divenuta Andrija si era ormai stabilita da tempo su queste sponde. Già a quell'epoca esistevano dozzine di differenti tradizioni artistiche sparse sulle sponde di questa terra, dai Danzatori del Fuoco di Herekavia ai Llya Linn , compagnie di bardi incantatori elfici, devoti a Llyara che attraversavano incessantemente i boschi di Luin Galadh cantando senza posa le lodi della loro divinità. I Poeti Guerrieri Norvani avevano ormai portato la loro arte a livelli tali da essere noti anche nel continente ed i rari membri del Popolo del Buio che saltuariamente emergevano in superficie parlavano con rapita ammirazione dei canti sacri elevati nelle volte sotterranee in onore della Grande Tessitrice. Eppure scarsi erano i contatti tra queste antiche tradizioni: secoli di guerre e tensioni razziali e politiche, incomprensioni mai chiarite rendevano quasi impossibile ogni scambio o compenetrazione tra le varie forme d'espressione artistiche. Anche la fondazione della libera città di Eburacum non aveva particolarmente contribuito a migliorare questa situazione, poiché i vari artisti che vi giungevano vedevano tutti gli altri più come potenziali avversari su cui dimostrare la loro superiorità, piuttosto che come fratelli con cui condividere le proprie esperienze.

In questo quadro frammentato, narra la leggenda, una notte cinque individui che non si erano mai visti ne conosciuti in precedenza fecero tutti lo stesso, vivido sogno: essi si videro riuniti in un unico luogo, un posto pieno di gioia, di vita e di musica, in cui essi si sentirono uniti come mai prima gli era accaduto. Al loro risveglio essi scrissero i versi de “ L'Inizio ” e, subito dopo, iniziarono a raccogliere attorno a se dei compagni con i quali poter condividere la loro esperienza. La cosa stupefacente sta nel fatto che tutte le fonti concordano nel raccontare come questi cinque continuarono a non incontrarsi ancora per una decina di anni, pur restando, in qualche modo, in stretto contatto gli uni con gli altri. La Compagnia fa tradizionalmente risalire la data della propria fondazione, infatti, solo al 1° giorno dell'anno 762 NC quando, nella città di Volk, arrivarono, senza nessun preavviso, cinque compagnie di artisti itineranti, guidati da altrettanti misteriosi individui le cui identità, a tutt'oggi, rimangono un mistero. Si incontrarono per la prima volta nella grande piazza al centro della città e, quale saluto, recitarono all'unisono i versi che avevano scritto tanti anni prima in sogno ma che non si erano mai confidati gli uni con gli altri ed essi erano assolutamente identici. Quando ebbero terminato si abbracciarono, per poi dare inizio ad una grande festa che, pare, si protrasse per quasi metà di quell'anno. Con il trascorrere dei mesi sempre più persone vennero attirate verso la lontana città del Nord, per assistere a questo evento straordinario: i migliori artisti di tutte le razze e nazioni che si esibivano tutti assieme, mescolando senza nessuna preoccupazione tutte le loro tradizioni e dando vita a quello che pareva essere un nuovo modo per concepire l'arte. Anche quando quella grande festa ebbe termine i cinque rimasero per altri dieci anni a Volk, insegnando gratuitamente a tutti coloro che lo chiedevano, le loro arti e tradizioni.

Poi un giorno, l'8° del mese di Vorkandar del 773 NC essi se ne andarono, lasciando la loro scuola nelle mani dei loro allievi migliori. Furono costoro i primi Maestri della Compagnia di cui si conosce il nome e l'identità: Glasur l'Usignolo di pietra, fuoricasta dei Mercanti di Norkazad; Chanusas Honh di Savillinis Dee Nat Siir, Nota per aver inventato l'organo idraulico a centoquarantaquattro canne; Bennigan Mc Kaive la Lama che Canta, Poeta Guerriero di Tarsinia; Akaito Emoshim il Poeta di Giada; Thrindra Amarandel la storica bianca di Lyriendael; Chaeni, figlia di Chaysa la Kairentos ed il suo compagno Goblin Hat – Dinir Hyteldan, lo scultore cieco di Urtenvar. Costoro, per la prima volta, diedero alla Compagnia una struttura definita, creando i “ Sette Motivi ”, ovvero le sette scuole in cui essa è suddivisa, in modo da poter insegnare meglio ai loro allievi le differenti arti bariche. Sotto la loro guida la Compagnia iniziò a viaggiare per tutta Kymareon, esibendosi, componendo, costruendo, dipingendo e, soprattutto, annotando ed archiviando tutto quanto capitasse loro di conoscere. La “ Prima Cronaca ” di Thindra è una colossale opera in prosa che narra, giorno per giorno tutto quanto avvenne a quella prima Compagnia di Bardi nei successivi sette anni: come essi crebbero sempre più di numero, sino a rendere necessario creare nuove Compagnie, come essi si diffusero su tutta l'isola sempre più in profondità, entrando rapidamente nelle corti dei nobili come nelle case dei contadini; nei grandi templi di pietra ed acciaio di Vorkandar o nei boschetti consacrati dei Druidi. Ovunque andassero i Bardi prestavano la loro Arte a chiunque lo chiedesse. Alla fine la Compagnia guidata da Thindra, Glasur e Bennigan giunse ad Eburacum, dove si pose al servizio del Concilio Supremo ma divenendo, ben presto, tanto famosi ed importanti, da meritarsi, nel giro di soli due anni, un posto nel Concilio stesso. L'ingresso della Compagnia dei Bardi e dei Cantori nel novero delle Corporazioni Maggiori avvenne, in onore dei cinque Fondatori, il primo giorno del 782 NC, esattamente dieci anni dopo l'incontro nella piazza di Volk. In ossequio alle tradizioni di Eburacum, che richiedevano vi fosse un solo capo per ciascuna Corporazione, Thindra prese posto nel Concilio, per quanto, nei fatti, la Compagnia continuò, come continua tutt'ora, ad essere gestita collegialmente da tutti e sette i Maestri. Il discorso di insediamento fu tenuto da Akaito, che parlò con la sua spada da guerra nella mano destra ed una lira nella sinistra. Egli disse queste parole: “ Non crediate, nobili confratelli, che i Bardi vengano a voi come i vostri fratelli minori: giovani ed inesperti, poiché noi siamo la musica e la poesia, noi siamo lo scalpello vibrante ed il pennello delicato; siamo il rapido stilo e la memoria imperitura e come tali noi eravamo tra di voi secoli prima che i Fabbri forgiassero la loro prima spada o che gli Incantatori elevassero la loro prima preghiera. Noi siamo parte del grande schema che i Maghi studiano e guarivamo le ferite dell'anima prima ancora che il primo Speziale venisse in questo mondo. Noi abbiamo cantato il nostro Inizio ed un giorno canteremo la fine di tutti ma non temete, miei giovani amici” Aggiunse sorridendo, “ Avremo cura di voi, come è dovere dei più anziani nei confronti di chi è ancora giovane ed inesperto ”. Dopo questo discorso, pare, nessuno seppe trattenersi dal sorridere, mentre divenne chiaro a tutti come la Compagnia avrebbe sempre scritto da sola ogni singola pagina della propria storia.

 

La Compagnia oggi :

•  I Sette Motivi

 

Sull'ingresso di ogni sede della Compagnia dei Bardi e dei Cantori di Kymareon campeggiano i versi dell'Inizio. Ogni Bardo li conosce e attraverso di essi giura di vivere per l'arte e di farla vivere attraverso la sua opera.

Le discipline che sono coltivate nella Compagnia sono le più disparate, ma, per praticità d'insegnamento, sono suddivise in sette differenti scuole, dette “ Motivi ”, ciascuna gestita da un differente Maestro. I sette Maestri costituiscono il “ Coro ”, ovvero l'organo che controlla e governa l'intera Corporazione. La Compagnia a dozzine di Sedi disseminate in tutta l'isola e, pare, anche qualcuna situata sul continente meridionale ed in Iperborea. Ogni Sede ospita un Coro ed i relativi sette Movimenti e tutte sono amministrate dal Coro sempre per votazione. Le Sedi principali sono quella nella città di Thera, contenuta all'interno delle sale della Grande Biblioteca, per quanto, giustamente, molti fanno notare come l'intero Quartiere del Libro di Thera sia un unico, immenso e permanente palco su cui i Bardi compiono incessanti le loro esibizioni. Le altre due grandi Sedi sono quella di Suryarhaini e quella di Siriavel, a Luyalfirin. Oltre a queste ve ne sono molte altre, di cui almeno una in ciascuna capitale o città degna di nota di tutti i Regni di Kymareon. Sopra a tutti sta il Grande Teatro di Eburacum, ove risiede il Grande Coro , formato dai sette Maestri a capo dell'intera Compagnia ed in cui, una volta all'anno, in occasione della notte di capodanno si organizza sempre una grande festa a cui è invitato chiunque voglia parteciparvi. Essa è da secoli oggetto di scandalo e contestazioni da parte di tutta la città, essendo completamente gratuita!

Tra i sette Maestri del Grande Coro viene eletto il Primo Bardo , ufficialmente il capo dell'intera Corporazione, benché, di fatto, ne sia solo il rappresentante presso il Concilio e si occupi di gestire le questioni di ordinaria amministrazione della Compagnia. Ciò non di meno la carica è molto ambita ed i “duelli artistici” cui i vari Maestri si sfidano, durante il periodo della scelta, sono famosi ed apprezzatissimi in tutta l'isola.

 

I sette Motivi sono:

•  Canto e Danza

•  Musica

•  Pittura, Scultura ed Arti figurative

•  Prosa e Storiografia

•  Arte di combattimento

•  Teatro e rappresentazioni in prosa

•  Tradizione orale

 

Attualmente il Primo Bardo è Rhiannon La Bianca del clan Mac Kaive di Norva e Maestro della Tradizione Orale. Rhiannon risiede assai raramente ad Eburacum, preferendo viaggiare di continuo per l'isola, apprendendo e tramandando tutte le storie e le notizie che riesce ad apprendere. che, però, risiede assai raramente in Eburacum. E' nota per essere una delle più abili oratrici di tutta Kymareon ed una voce insistente sostiene che il Sultano dei Chanda ne sia talmente, perdutamente, innamorato da averle offerto il suo stesso peso in diamanti perché lei entrasse nel suo Harem per un anno. A quanto pare il poveretto è stato però, molto cortesemente, rifiutato.

 

Il suo vice di Gilda e l'uomo che, concretamente, gestisce la Sede di Eburacum è Mastro Arion Demvaine, Maestro di Storiografia, un umano originario della città di Eburacum, che, a poco più di quarant'anni, si dice sia riuscito a leggere praticamente tutti i libri esistenti in Kymareon. Oltre che storico conosciutissimo è anche un apprezzato scrittore di racconti, soprattutto di vecchie storie popolari o contadine. E' lui a sedere solitamente nel Concilio di Eburacum e sempre lui riceve la maggior parte delle delegazioni e delle visite diplomatiche. Per questa ragione è anche spesso chiamato quale arbitro imparziale, a dirimere questioni di diplomazia internazionali.

 

I Maestri della “Scuola della Musica” e della “Scuola del Canto e della Danza” sono rispettivamente Arwen Eluwyn ed Heru Belathiel Galindir, fratello e sorella del regno elfico di Luyalfirin. I due fratelli (che per altro non si assomigliano minimamente), sono entrambi membri di spicco dei Llya Linn e fanno parte della nobiltà elfica del Regno del Nord. Tra i loro connazionali sono praticamente delle leggende viventi, tanto che si dice ad entrambi sia stato offerta la carica di Guida di quell'antica confraternita; ma avrebbero rifiutato in quanto ciò gli avrebbe impedito di continuare ad esibirsi sempre e comunque in qualunque posto volessero. Sono famosi per non aver mai firmato un contratto: a volte compaiono nella sala di una taverna oppure alla festa di un qualche Lord iniziando a cantare, come se fosse la cosa più naturale del mondo; ma non è così insolito neppure vederli agli angoli di strada o nelle piazze, intenti ad offrire ai passanti un'esibizione fuori dall'ordinario. La loro più famosa allieva e protetta è una giovane donna del Popolo del Buio, solitamente conosciuta come Dama Dafne. Nel giro i pochi anni la giovane elfa dalla pelle nera ha raggiunto e alcuni dicono persino superato la fama dei suoi maestri, divenendo in breve una degli artisti più richiesti dalla giovane nobiltà di Kymareon. Sfortunatamente non meglio precisati problemi di salute la costringono a rimanere entro i confini della città di Eburacum, limitando fortemente le sue esibizioni al di fuori a pochi giorni soltanto.

 

Maestro di Teatro è Sahib Maijar Engrila, abile sceneggiatore ed interprete sopraffino. Originario di una piccola comunità vicino a Suryaraini, questo andrijano, figlio di un mercante e di una cameriera, è riuscito, col tempo, a costruirsi una fama internazionale (nonché una discreta fortuna), grazie alle sue incredibili doti di attore. Da una ventina d'anni è divenuto Maestro della Compagnia, trasferendosi a vivere ad Eburacum. Recentemente ha deciso, però, di ritirarsi a vita privata, per potersi meglio godere gli anni che gli restano. A chi glielo chiede è solito dire che “ A settant'anni un uomo si è guadagnato il diritto di godersi la vita e forse ha anche ottenuto abbastanza cervello per farlo! ”. Per questa ragione si è trasferito a vivere in un sontuoso palazzo nella parte più antica della Città dei Mercanti, dove ha fatto anche costruire un piccolo teatro privato, in cui mette ancora in scena le sue opere, ma solo per un pubblico altamente selezionato. Essere invitati ad una di queste rappresentazioni è una delle onorificenze più ambite dalla buona società eburachiano.

 

Il Maestro dell'Arte del Combattimento è Ruk figlio di Garash della Tribù del Falco di Tuono. Quest'Orco delle pianure, già fiero combattente, fu designato dal Guentar (l'Anziano: il capo della Tribù) quale “ Custode della Memoria ”, una sorta di vero e proprio archivio vivente di tutto ciò che di onorevole e di disonorevole fosse accaduto alla sua gente. Entrò nei Danzatori del Fuoco a soli quattordici anni e a diciotto era già un membro di spicco sia della Compagnia dei Bardi che tra i Guardiani dei Confini, per cui svolse svariate missioni nelle terre selvagge. Ha vissuto a lungo tra gli Xiaomei, oltre ad aver viaggiato per alcuni anni nel continente meridionale. Tra le altre cose è noto per essere l'Orco che, probabilmente ha imparato più lingue straniere nella storia della sua razza. Ruk ha studiato a fondo l'arte del combattimento con due spade, elaborando personalmente gli stili e le tecniche apprese in giro per il mondo e fondendoli in una tecnica unica, di una bellezza mortale. Chiunque lo abbia visto combattere o esibirsi nei grandi raduni orcheschi in onore di Vorkandar concorda nel descriverla come un'esperienza unica, affascinante quanto terribile. Ciò non di meno Ruk è fondamentalmente una persona di pace e più di una volta è riuscito a fermare uno scontro solo con la forza della sua presenza e con i suoi discorsi accorati. “ La Spada è solo una delle armi che il Guerriero della pace deve conoscere. Solo uno sciocco affronterebbe una battaglia disarmato ”.

 

L'ultima dei Maestri è Serristria Hiru Siat di Savvillinis Izte Lliventi; Nota per aver inventato i “ Cento e due modi per utilizzare uno stivatele non per camminare ” e per la creazione della grande Staua-Orologio ad acqua di Vetnava a Sarrilar Hiwaste. E' la Maestra di Pittura, Scultura e Arti Figurative ed è altresì famosa per il suo stravagante e incredibilmente variopinto (anche per una Nozgarkar) vestiario, fatto di sete e fronzoli luccicanti e multicolori che frebbero la gioia di qualsiasi Kender dell'Isola. E' anche una delle poche amiche e confidenti di Maijar, per il quale ha dipinto ed allestito più di una scenografia, anche dopo il suo ritiro ufficiale dalle scene. La sua galleria d'arte è una delle più rinomate di Eburacum e le famiglie più ricche ed in vista fanno a gara per ostentare nei loro salotti le sue opere sfoggiando un sorriso da orecchio ad orecchio nel pronunciare la fatidica frase:”Sì, mia cara: è un Hiru Siat autentico!”.

Certo, c'é anche chi fa notare come la maggior parte di questi orgogliosi estimatori non sappia neanche che cosa rappresenti l'opera che possiedono, ma certo questi sono dettagli assolutamente trascurabili e che non interessano minimamente Hiru!

 

 

 

 

 
 
Thera Speltum Corbus Axis Issa